Zermatt o Cervinia?

Tutti i commenti sulle località di Cervinia, Valtounenche e Zermatt. In collaborazione con MatterhornSkiParadise.com

Moderatori: sergio, Davidsnow

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El posta sempar lu
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Messaggio da El posta sempar lu » 10 feb 2007, 10:45

......in pista è graditissima la solitudine, in seggiovia un bel sorriso....
Anche più di un sorriso. Ci non ha mai immaginato di trovare la ragazza della propria vita in seggiovia, o in ovovia? :D

fedest
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Messaggio da fedest » 10 feb 2007, 18:34

El posta sempar lu ha scritto:
......in pista è graditissima la solitudine, in seggiovia un bel sorriso....
Anche più di un sorriso. Ci non ha mai immaginato di trovare la ragazza della propria vita in seggiovia, o in ovovia? :D

....Le ragazze della propria vita.....già che si immagina ....immaginiamo meglio :lol: :lol: :lol:

Alessandro
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Messaggio da Alessandro » 22 ott 2007, 14:29

Qualcuno sa come vengono ripartiti gli incassi tra le varie società? Non credo che ci sia qualcosa di simile al DolomitiSuperski o sbaglio?
Zermatt si intasca il supplemento internazionale di chi sale da Cervinia e Valtournenche e lo stesso accade per Cervinia? Oppure gli incassi vengono in qualche modo ponderati rispetto al percorso :?:

008
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Messaggio da 008 » 22 ott 2007, 18:53

sull'internazionale c'è la dicitura "di cui CH ¤ **** " ed è la quota che va alla società svizzera, analoga dicitura sarà sugli internazionali venduti in svizzera.... il DSS è un consorzio di società... non è la stessa cosa nel MSP.

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andrea
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Messaggio da andrea » 22 ott 2007, 19:50

In pratica se uno scia tutto il tempo a Zermatt salendo da Cervinia, la seconda ottiene una sorta di "rendita" perchè tutto il servizio che offre è portarlo al Plateu Rosa. Quello che è successo a noi l'anno scorso :wink:

008
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Messaggio da 008 » 22 ott 2007, 20:17

si diciamo che, non è un costo far circolare più persone sugli impianti, secondo me il beneficio viene quando il turista-sciatore si ferma nei bar ristoranti, e quindi se la cifra percepita dalla società sullo ski.pass è minima, viene poi compensata dai ricavi della ristorazione...

mauropd
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Messaggio da mauropd » 15 feb 2008, 10:28

Beh... tornando all'argomento del Topic.... Io ho sciato circa dieci settimane bianche a Cervinia dal 91 ad oggi, ci vado una volta ogni 2 anni circa. Beh, cosa posso dire, io sono sempre andato anche a Zermatt pure quando c'era il supplemento da pagare a parte... E nelle ultime 3 settimane bianche invece ho preso lo skipass internazionale per tutta la settimana. Dai primi anni in cui andavo lì, per andare in svizzera c'erano code impressionanti alle vecchissime funivie(parlo delle vecchie Plan Maison/cime Bianche/ Plateau), quelle di cui si vedono ancora i ruderi, oggi a Cervinia gli impianti sono molto molto buoni rispetto ad allora! Si può svalicare con la Bontadini o con la Funivia Cime B. Laghi...e non si fa certo molta coda!
Io devo dire sono molto affascinato da Zermatt per queste cose:
1)la vista: è veramente amplissimo il panorama che si ha dal Plateau, da Trockener Steg o, meglio ancora dallo Schwarzsee e dal Gornegrat
2)le piste zona Sunnegga, Rothorn, Rote Nase, Gornergrat...oltre a essere belle tecniche, molte sono in zone in cui ti sembra non esista niente oltre la pista!! (parlo di quella, per esempio, per andare dal Gornergrat al Rothorn).Oltretutto ne hanno alcune appositamente non battute, per gli amanti del freestyle
3)La zona Schwarzsee, poco considerata, secondo me, con la fantastica pista che scende dallo Schwarzsee verso Furi-noiosa nella parte in fondo, ma che panorama- e sopra solitaria e fantastica, una volta superato lo skilift. La pista invece che da su arriva all'intermedia della cabinovia: che mammelloni!!, che salti, che divertimento!!
4)Gli impianti: che cabinovie fantastiche...tra l'altro con l'ultima fatta, che da Furi va verso il Gornegrat i pullmini non sono più utili!!Non servono più. E qualche altra miglioria è stata fatta pure quest'anno (zona Gannt).

Cervinia, invece, ha dalla sua piste tenute all'italiana, cioè lisciate e stralisciate(a parte quando la moltissima neve e la pendenza creano le gobbe...tipo parte alta del ventina), meno "nature" che a Zermatt, dove un dosso o una gobba non vengono certo "ruspati" d'estate... ed ha sempre lo stesso panorama (bello, comunque), perchè il versante è sempre lo stesso.

Sui prezzi, quando si andava nei primi anni novanta a Zermatt, sembrava di essere in un posto carissimo, ora con l'¤ i prezzi sono cresciuti anche da noi a Cervinia, quindi non ti sembra affatto più caro mangiare nei rifugi svizzeri (e le porzioni sono moooolto abbondanti).

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maco
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Messaggio da maco » 19 feb 2008, 11:20

Mauro direi che hai colto nel segno... negli ultimi anni in Italia il sistema turistico è impazzito.
Il "bel paese" poteva contare su un corretto rapporto qualità prezzo e per arte e storia non ha confronti con nessun paese al mondo. Ma se questo resta valido per città d'arte come Venezia, Firenze e Roma, o come per tante altre città italiane, cosa dire per l'offerta naturalistica... mare e montagna?
Chi rimane a galla sono quelle aree che il turismo lo hanno nel sangue, vedi Trentino e Alto Adige che restano un faro per l'offerta alpina, sia d'estate che d'inverno, per che anche se non proprio economici hanno una corretta visione del servizio che devono offrire in cambio... non ti regalano niente ma le brutte sorprese sono rarissime. E per il mare la Romagna, che di mare ne offre poco, ma i romagnoli hanno il senso del servire, e il turista lo accontentano sempre o quasi.
E Cervinia? che dire, li pensano di farti un favore... ma quando gli affezionati si stuferanno o quando avranno troppo poco denaro da regalargli, saranno guai… Emanuele, con cui ho sciato qualche giorno a gennaio, abituato ai servizi che offrono nel comprensorio dolomitico e non potendo passare neanche un minuto in Svizzera a causa del cattivo tempo, ha messo una croce sopra la MSP e difficilmente tornerà in questo comprensorio.
Ciao Marco

fedest
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Messaggio da fedest » 19 feb 2008, 15:52

beh!... non è l'unico posto in cui il trattamento non è al top, e a parer mio il cambiare meta, è una forma di protesta che lascia il tempo che trova, di esperienze negative se ne possono avere in ogni luogo, ed è un limite rassegnarsi alle circostanze che dipendono da terzi.

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